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Foto: Allie_Caulfield, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
Arte e architettura

Arte e architettura

Ogni popolo che è passato ha lasciato un capolavoro. La Sicilia è un palinsesto: si legge strato su strato, dal tempio dorico alla maiolica.

I Greci

La perfezione dorica

Templi più grandi e meglio conservati che in Grecia: Agrigento, Selinunte, Segesta. Da qui parte tremila anni di arte siciliana.

Foto: Derbrauni, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons
I Romani

I mosaici del Casale

Alla Villa Romana del Casale, tremilecinquecento metri quadri di mosaici: cacce, giochi, le celebri atlete in bikini. Un fumetto di duemila anni fa.

Foto: Sconosciuto, Public domain, via Wikimedia Commons
Arabi e Normanni

L’oro dei re

Maestranze arabe, bizantine e latine sotto un solo re. Mosaici d’oro, soffitti a muqarnas, cupole rosse: l’arte-incontro che il mondo ci invidia.

Foto: pixelfehler, Public domain, via Wikimedia Commons
Il Barocco

La pietra teatrale

Dopo il 1693 un’intera regione si ricostruì come una scenografia: balconi di mascheroni, scaloni, la pietra dorata del Val di Noto.

Foto: Pasquale Relvini, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Le mani

La ceramica

Centoquarantadue gradini di maioliche a Caltagirone; le botteghe di Santo Stefano di Camastra sul Tirreno. La Sicilia che si fa a mano.

Foto: Effems, CC0, via Wikimedia Commons

Ogni popolo che è passato ha lasciato un capolavoro. La Sicilia è un palinsesto: si legge strato su strato, dal tempio dorico alla maiolica.

Un palinsestoL’isola dei molti stili

Nessuna regione d’Europa ha una storia dell’arte così stratificata. Greci, romani, bizantini, arabi, normanni, svevi, spagnoli: ognuno ha lasciato in Sicilia un capolavoro, e spesso l’ha costruito sopra quello di prima. Il risultato è un palinsesto unico, dove un tempio diventa chiesa, una moschea diventa cattedrale, un chiostro racconta tre culture.

Attraversare l’isola significa leggere questa storia strato su strato: dalla perfezione dorica dei templi all’oro bizantino dei mosaici, dalla pietra teatrale del barocco alla maiolica delle botteghe. Cinque grandi stagioni, un solo racconto.

L’anticoTempli greci e mosaici romani

I Greci costruirono in Sicilia alcuni dei templi più belli del mondo antico — più grandi e meglio conservati che in patria: la Valle dei Templi di Agrigento (UNESCO), l’immensa Selinunte, la perfetta Segesta degli Elimi. Al Museo di Palermo, le metope di Selinunte sono scultura greca di primo rango.

Con Roma arrivò il mosaico: alla Villa Romana del Casale di Piazza Armerina (UNESCO) si stende uno dei più vasti e integri pavimenti musivi dell’antichità — la Grande Caccia, i giochi del circo, le atlete “in bikini” — vivido come un film di duemila anni fa.

Arabi e NormanniL’oro dei re

È la stagione più originale. Nel XII secolo i re normanni ereditano una Sicilia araba e, invece di cancellarla, la fondono: maestranze arabe, bizantine e latine lavorano insieme. Nasce l’arte arabo-normanna, oggi Patrimonio UNESCO — la Cappella Palatina coi mosaici d’oro e il soffitto islamico a muqarnas, il Duomo di Monreale, la Martorana dove Cristo incorona Ruggero II.

A questo mondo appartengono le cupole rosse di San Giovanni degli Eremiti, i palazzi del piacere della Zisa e della Cuba, e la cattedrale di Cefalù a picco sul mare: un linguaggio nato dall’incontro, che non esiste in nessun altro luogo.

Il BaroccoLa pietra che diventa teatro

Dopo il terremoto del 1693 il sud-est si ricostruì in un unico, coerente tardobarocco: le otto città del Val di Noto (UNESCO), con i loro scaloni, i campanili scenografici e i celebri balconi retti da mascheroni. A Palermo, il barocco ha il volto degli stucchi di Giacomo Serpotta, teatrini bianchi di figure che sembrano vive.

È il capitolo che raccontiamo per esteso nella pagina Barocco: la più alta e omogenea testimonianza dell’arte barocca in Europa.

La Belle ÉpoqueIl Liberty e i Florio

Tra Otto e Novecento Palermo vive una stagione d’oro. La famiglia Florio — tonnare, Marsala, navi — fa della città una capitale europea, e l’architetto Ernesto Basile le dà il volto Liberty: il Teatro Massimo, il Villino Florio, i grandi alberghi, i manifesti di un’epoca elegante e cosmopolita.

È la Sicilia della modernità e del mito mondano, quella che ispirò il Gattopardo e che oggi rivive tra i palazzi e i giardini della Belle Époque palermitana.

L’artigianatoLa Sicilia fatta a mano

L’arte siciliana non è solo nei musei: vive nelle botteghe. La ceramica ha due capitali storiche: Caltagirone, città UNESCO della maiolica con la sua scalinata di centoquarantadue gradini tutti diversi, e Santo Stefano di Camastra, sul Tirreno messinese, dove le fabbriche di piatti e mattonelle si susseguono lungo la strada.

E poi i pupi del teatro dei paladini (Patrimonio UNESCO), il corallo e i presepi di Trapani, il sale delle saline, il carretto dipinto, i ricami: un artigianato vivo, che è insieme arte popolare e identità.

Dal racconto al viaggioItinerari d’arte

Sei percorsi tra templi, mosaici, cattedrali normanne, città barocche e botteghe d’artigianato.

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