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Foto: User95041, CC0, via Wikimedia Commons
Le mani

Artigianato

La Sicilia fatta a mano: maioliche, paladini di legno, corallo, sale e carretti dipinti. Un’arte popolare che è identità.

Caltagirone

La città della maiolica

Da mille anni Caltagirone modella e dipinge la terracotta: piatti, vasi e la celebre scalinata di centoquarantadue gradini di maioliche.

Foto: Andres83 ANDREA GIULIANO, Public domain, via Wikimedia Commons
Santo Stefano di Camastra

L’altra capitale

Sul Tirreno messinese, la seconda città della ceramica: una via intera di botteghe di piatti, mattonelle e vasi dipinti a mano.

Foto: Dan Bock, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
I pupi

I paladini di legno

Armature che brillano, occhi fissi: i pupi dei paladini di Francia, un teatro-artigianato dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità.

Foto: HaguardDuNord, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons
Trapani

Il corallo e i presepi

Per secoli i maestri trapanesi hanno intagliato corallo, madreperla e alabastro in gioielli e presepi di raffinatezza barocca.

Foto: Sailko, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons
Il sale

Il mestiere delle saline

Raccogliere il sale a mano, con la pala di legno, come mille anni fa: un lavoro antico che è esso stesso un artigianato.

Foto: Vito Rallo, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons

La Sicilia fatta a mano: maioliche, paladini di legno, corallo, sale e carretti dipinti. Un’arte popolare che è identità.

La terra dipintaLa ceramica: Caltagirone e Santo Stefano di Camastra

La ceramica è l’arte siciliana per eccellenza, e ha due capitali. Caltagirone, negli Iblei, è città UNESCO della maiolica: da oltre mille anni modella e dipinge la terracotta, e la sua scalinata di Santa Maria del Monte — centoquarantadue gradini ognuno decorato in modo diverso — è il suo simbolo. Santo Stefano di Camastra, sul Tirreno messinese, è l’altra capitale: una città intera di botteghe di piatti, vasi e mattonelle dipinte a mano.

Accanto a loro, altri centri come Sciacca e Burgio tramandano forme e colori — il blu, il giallo, il verde ramina, le “teste di moro” — che raccontano secoli di dominazioni e di gusto.

Il legno e l’armaturaI pupi e i carretti

L’Opera dei Pupi (Patrimonio UNESCO) è insieme teatro e artigianato: i pupari costruiscono a mano paladini alti fino a un metro e mezzo, con armature sbalzate che brillano sotto le luci. A Palermo il Museo delle Marionette ne custodisce migliaia.

Dello stesso mondo popolare fa parte il carretto siciliano, dipinto con storie di cavalieri e santi: un tempo mezzo di lavoro, oggi capolavoro d’arte naïf che ancora si costruisce e si decora a mano.

Il preziosoCorallo, oro e presepi

A Trapani, tra Sei e Settecento, i maestri intagliavano il corallo rosso e la madreperla in gioielli, ostensori e presepi di finissima fattura, oggi esposti nei musei di tutto il mondo. È un artigianato di lusso, erede di una città che guardava al Mediterraneo.

Nell’isola sopravvivono anche l’oreficeria sacra, i ricami e i pizzi delle tradizioni conventuali, la lavorazione della pietra e del ferro battuto: un saper fare minuzioso, tramandato di bottega in bottega.

I mestieri della terraIl sale, il vimini, il pane

Alcuni mestieri sono artigianato del paesaggio. Nelle saline di Trapani e Marsala il sale si raccoglie ancora a mano, con la pala di legno, come mille anni fa. Nei paesi si intrecciano vimini e canne, si lavora la lana, si cuoce il pane nelle forme rituali delle feste.

Sono gesti antichi che sopravvivono perché legati alla vita quotidiana: la vera anima dell’artigianato siciliano, dove l’utile e il bello non si sono mai separati.

Dal racconto al viaggioItinerari dell’artigianato

Sei percorsi tra botteghe di ceramica, teatri di pupi e mestieri antichi.

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