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Foto: Derbrauni, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons
Arte e architettura

Il barocco siciliano

Dopo il terremoto del 1693 un’intera civiltà si ricostruì in pietra: teatrale, dorata, irripetibile.

Dopo il terremoto del 1693 un’intera civiltà si ricostruì in pietra: teatrale, dorata, irripetibile.

La rinascitaNato da un terremoto

L’11 gennaio 1693 un terremoto devastante rase al suolo il sud-est della Sicilia: decine di città distrutte, oltre sessantamila morti. Ma dalle macerie nacque qualcosa di unico al mondo. Nel giro di pochi decenni, un’intera regione fu ricostruita da zero in un unico, coerente stile tardobarocco — spesso su nuovi piani urbanistici, a volte in siti completamente nuovi.

Quel patrimonio irripetibile — otto città tardobarocche del Val di Noto (Caltagirone, Militello Val di Catania, Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa e Scicli) — è dal 2002 Patrimonio dell’Umanità UNESCO: la testimonianza più alta e omogenea dell’arte barocca in Europa.

Le città-manifestoDove il barocco è di scena

A Noto, capitale simbolica, la pietra tenera color miele diventa un palcoscenico: la scalinata della Cattedrale, i balconi curvi di Palazzo Nicolaci retti da cavalli, sirene e mascheroni, la mano di Rosario Gagliardi e Vincenzo Sinatra. A Ragusa Ibla e a Modica svettano i due Duomi di San Giorgio, capolavori scenografici in cima a lunghe scalinate.

A Catania il barocco cambia colore: Giovanni Battista Vaccarini gioca il bianco del calcare contro il nero della pietra lavica, in Piazza Duomo e lungo la via Crociferi. A Ortigia, cuore di Siracusa, il Duomo ingloba le colonne del tempio greco di Atena e affaccia su una delle piazze più belle d’Italia. E poi Scicli, Palazzolo Acreide, Caltagirone con la sua scalinata di maioliche.

La grammaticaCome si riconosce

Il tardobarocco siciliano è teatro urbano: facciate mosse, campanili scenografici, chiese poste in cima a scalinate per essere viste da lontano. Il dettaglio che tutti ricordano sono i balconi, sorretti da mensoloni scolpiti a mascheroni grotteschi, sirene, putti, cavalli e mostri — un bestiario di pietra che sorveglia le strade.

È uno stile fatto di luce e di materia: la pietra calcarea che al tramonto si accende d’oro, il contrasto con la lava a Catania, gli interni sontuosi. Non edifici isolati, ma interi centri storici pensati come un’unica scenografia.

L’altra capitalePalermo e lo stucco di Serpotta

Il barocco siciliano non è solo il sud-est. A Palermo ha un volto diverso e prezioso: quello degli oratori, dove Giacomo Serpotta tra Sei e Settecento portò lo stucco a un virtuosismo mai visto — teatrini bianchi di figure allegoriche, putti e drappeggi che sembrano vivi. Gli oratori di Santa Cita, del Rosario di San Domenico e di San Lorenzo sono gioielli assoluti.

Accanto, le grandi chiese, i palazzi nobiliari e la scenografia urbana dei Quattro Canti raccontano una città barocca sontuosa e stratificata, erede araba, normanna e spagnola.

Dal racconto al viaggioItinerari sul barocco

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