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Foto: Lahiri Cappello, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
L’entroterra

Il cuore della Sicilia

Lontano dal mare, l’isola profonda: castelli in cima ai monti, mosaici romani, laghi del mito, boschi e paesi di grano.

L’ombelico

Enna e Calascibetta

Due paesi arroccati si fronteggiano nel cuore geografico della Sicilia, a quasi mille metri: l’isola vista dall’alto.

Foto: Leandro Neumann Ciuffo, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons
Il mito

Il lago di Pergusa

Sulle sue rive, secondo il mito, Ade rapì Proserpina: da qui nascono le stagioni. L’unico lago naturale dell’entroterra.

Foto: Salvatore Ingala’s sister, Public domain, via Wikimedia Commons
Piazza Armerina

La Villa del Casale

Nascosta in una valle, una villa romana con tremilecinquecento metri di mosaici intatti: cacce, giochi, le atlete in bikini.

Foto: Autore sconosciuto, Public domain, via Wikimedia Commons
Morgantina

La città sepolta

Le rovine di una città greco-sicula tra le colline, patria dei celebri argenti e della dea tornata dall’America.

Foto: Morgantia07, Public domain, via Wikimedia Commons
I Nebrodi

I boschi del nord

Faggete, laghetti e pascoli: la più estesa foresta della Sicilia, regno del suino nero e dei cavalli allo stato brado.

Foto: Zoologo, Public domain, via Wikimedia Commons

Lontano dal mare, l’isola profonda: castelli in cima ai monti, mosaici romani, laghi del mito, boschi e paesi di grano.

L’ombelico di SiciliaEnna, la città più alta

Al centro esatto dell’isola, a quasi 1.000 metri, Enna è il capoluogo più alto d’Italia: la chiamano l’ombelico della Sicilia e il belvedere, perché da qui lo sguardo spazia su mezza isola fino all’Etna. La domina il Castello di Lombardia, una delle più grandi fortezze medievali dell’isola. Di fronte, arroccata, Calascibetta.

È una Sicilia di montagna e di silenzio, di feste antiche come la solenne Settimana Santa di Enna, dove migliaia di confrati incappucciati sfilano in processione.

Il mitoPergusa e Proserpina

Pochi chilometri a sud, il lago di Pergusa è l’unico lago naturale dell’entroterra. Qui la mitologia colloca uno dei racconti fondativi del Mediterraneo: il ratto di Proserpina, rapita da Ade e portata negli inferi, il cui ritorno annuale alla madre Cerere fa nascere la primavera.

La Sicilia interna, terra del grano, è da sempre legata al mito di Cerere e Proserpina: era il granaio di Roma, e i suoi campi dorati ne conservano l’eco.

I mosaiciLa Villa del Casale

Nascosta in una valle presso Piazza Armerina, la Villa Romana del Casale (Patrimonio UNESCO) custodisce uno dei più vasti e integri complessi di mosaici del mondo antico: oltre 3.500 metri quadri con scene di caccia, giochi del circo e le celebri “ragazze in bikini”. Un affresco vivissimo della vita romana.

Poco distante, le rovine di Morgantina, città greco-sicula da cui provengono i celebri argenti e la statua della dea (l’Afrodite) tornati in Sicilia dopo lunghe vicende con i musei americani.

Monti e saporiI Nebrodi e la terra dello zolfo

A nord si stendono i Nebrodi, la più vasta foresta della Sicilia: faggete, laghetti, pascoli d’alta quota dove vivono allo stato brado il suino nero e i cavalli sanfratellani. È il regno di formaggi, salumi e funghi.

Nel cuore nisseno, la terra racconta anche la stagione delle zolfare: le miniere di zolfo che tra Otto e Novecento diedero lavoro e dolore a migliaia di uomini, immortalate da Pirandello e Sciascia. Oggi restano paesaggi, archeologia industriale e memoria.

Dal racconto al viaggioItinerari nell’entroterra

Sei percorsi tra Enna, i mosaici del Casale, i Nebrodi e i borghi del cuore siciliano.

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