Il vulcano più alto e attivo d'Europa: montagna, mito, vino e fuoco. I siciliani la chiamano semplicemente 'a Muntagna.
'A MuntagnaLa montagna viva
Con i suoi circa 3.350 metri — una quota che cambia a ogni eruzione — l’Etna è il vulcano attivo più alto d’Europa e uno dei più attivi al mondo. Dal 2013 è Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Domina mezza Sicilia: la si vede da Taormina, da Catania, dalla piana, e cambia umore ogni giorno — pennacchi di fumo, neve d’inverno, colate che di notte s’illuminano di rosso.
Le sue eruzioni sono di solito spettacolari più che distruttive: fontane di lava dai crateri sommitali, colate lente, il grande anfiteatro della Valle del Bove. È una montagna che si è sempre convissuta, temuta e amata: sulle sue pendici vivono centinaia di migliaia di persone.
Mito e nomeLa fucina degli dei
Per i Greci l’Etna era la fucina di Efesto (il Vulcano dei Romani), dove i Ciclopi forgiavano le armi degli dei; sotto il monte era imprigionato il gigante Tifeo (o Encelado), e il suo respiro di fuoco erano le eruzioni. Qui il filosofo Empedocle, secondo la leggenda, si sarebbe gettato nel cratere.
Il nome popolare, Mongibello, racconta la stratificazione della Sicilia: unisce il latino mons e l’arabo jabal, entrambi “monte” — letteralmente “monte-monte”, la Montagna per eccellenza.
Viticoltura eroicaI vini dell'Etna
Sulle sciare laviche, fino a mille metri e oltre, cresce una delle viticolture più affascinanti del mondo. L’Etna DOC ruota attorno a tre uve: il Nerello Mascalese e il Nerello Cappuccio per i rossi eleganti e minerali, il Carricante per i bianchi tesi e longevi, soprattutto sul versante di Milo.
Qui le contrade si leggono come i cru di Borgogna, i vecchi palmenti in pietra lavica raccontano la vinificazione di un tempo, e sopravvivono vigne a piede franco pre-fillossera, centenarie: viti antichissime aggrappate alla lava, sui versanti nord (Randazzo, Linguaglossa) ed est.
Sapori e borghiIl pistacchio e la Muntagna che si mangia
La lava dà sapori unici. Il più celebre è il pistacchio di Bronte DOP, verde smeraldo, coltivato sulle colate laviche e raccolto a mano un anno sì e uno no. E poi il miele, le mele dell’Etna, le fragoline di Maletto, i funghi, l’oro verde in ogni forma.
Attorno al vulcano vive una corona di borghi: Nicolosi, la “porta dell’Etna”; Zafferana Etnea del miele; Linguaglossa e Randazzo, tutta in pietra lavica; Milo del Carricante; Trecastagni. A cingerli, la Ferrovia Circumetnea, che dal 1898 gira attorno alla montagna tra vigne, agrumeti e distese di lava.
L’esperienzaSalire sull'Etna
Si sale da due versanti: a sud dal Rifugio Sapienza (sopra Nicolosi), con la funivia e i Crateri Silvestri; a nord da Piano Provenzana (sopra Linguaglossa), tra i pini e le colate recenti. Da entrambi si può proseguire, con i mezzi e le guide vulcanologiche autorizzate, verso le quote alte e la Valle del Bove.
D’inverno l’Etna si scia; d’estate si cammina all’alba tra i crateri spenti. È una montagna generosa ma seria: sopra una certa quota si va sempre con una guida, perché la Muntagna, prima di tutto, si rispetta.
Dal racconto al viaggioItinerari sull'Etna
Sei percorsi tra crateri, vigne sulle lave, borghi e sapori vulcanici.
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