Un’isola che ha dato al mondo scienziati, imperatori, mercanti e premi Nobel: i volti che hanno fatto la Sicilia.
Il genio anticoArchimede e i Greci
Da Siracusa viene il più grande scienziato dell’antichità: Archimede (287–212 a.C.), matematico e inventore, padre della leva e della vite idraulica, delle macchine da guerra che tennero a bada i Romani e — dice la leggenda — degli specchi ustori. Morì difendendo la sua città, ucciso da un soldato mentre studiava figure geometriche.
La Sicilia greca fu terra di pensiero: qui operarono il filosofo Empedocle ad Agrigento, il poeta Stesicoro, i grandi tiranni e legislatori. Un’isola che, già duemila anni fa, era al centro del mondo.
I sovraniFederico II, lo Stupor Mundi
Nel Duecento, Federico II di Svevia — re di Sicilia dall’infanzia e poi imperatore — fa di Palermo il cuore di un impero. La sua corte, erede di quella arabo-normanna, è tra le più colte d’Europa: vi nasce la Scuola poetica siciliana, culla della lirica in lingua italiana, e vi si coltivano scienze, diritto e falconeria. Lo chiamavano Stupor Mundi, “meraviglia del mondo”.
Prima di lui, i re normanni — Ruggero II su tutti — avevano creato nell’isola un regno multiculturale unico; dopo, Federico ne fu l’erede più splendente. I loro castelli punteggiano ancora la Sicilia.
I mercantiI Florio, re senza corona
Tra Otto e Novecento una famiglia trasforma la Sicilia: i Florio. Dalle tonnare di Favignana al Marsala, dalle navi alla finanza, costruiscono un impero economico e fanno di Palermo una capitale della Belle Époque, tra ville Liberty, teatri e la leggendaria Targa Florio, la corsa automobilistica sulle Madonie.
La loro parabola — ascesa fulminante e declino — è diventata mito, e ha ispirato romanzi e serie di enorme successo: l’immagine di una Sicilia moderna, cosmopolita e ambiziosa.
Le artiScrittori, musicisti, sante
Poche terre hanno dato tanti scrittori: i premi Nobel Pirandello e Quasimodo, e poi Verga, Tomasi di Lampedusa, Sciascia, Camilleri. La musica ha il suo gigante in Vincenzo Bellini, il “cigno di Catania”, tra i massimi operisti dell’Ottocento.
E poi le figure della devozione, prima fra tutte Santa Rosalia, la Santuzza che Palermo venera come sua salvatrice. Scienza, potere, arte e fede: i volti di un’isola che non ha mai smesso di stupire.
Dal racconto al viaggioItinerari sui grandi siciliani
Sei percorsi sulle orme di scienziati, sovrani, mercanti e scrittori.